Cosa si mangia a Pasqua nelle Marche ?

La colazione di Pasqua nelle Marche: le ricette della tradizione

Nelle Marche si festeggia la Pasqua sin dalla colazione! 

Questa antica usanza diffusa ancora oggi in molte famiglie marchigiane, consiste in un abbondante pasto a base di salumi, uova benedette dal prete durante la benedizione delle case, pizza di formaggio, coratella d’agnello, frittata con la mentuccia, vino e dolci tipici.

Questa tradizione rappresenta una sorta di antesignano del brunch anglosassone e soddisfaceva due esigenze: da un lato questo momento serviva per rifocillarsi dopo il periodo di digiuno della Quaresima e festeggiare la Resurrezione, dall’altro, serviva anche per fare spazio nelle dispense dei salumi prima dell’arrivo del caldo dell’estate.

Le “vergare”, le donne di casa marchigiane, hanno una cura particolare nella preparazione di questo pasto, allestito con tovaglie ricamate, prodotti d’eccellenza e ingredienti benedetti il venerdì santo. 

La colazione di Pasqua nelle Marche è una cosa seria, tanto da mettere in secondo piano il pranzo pasquale, più tipico di altre regioni.

Andiamo a scoprire quali sono i piatti tradizionali della settimana Santa che rendono ancora più gradevole un soggiorno in questa regione.

Ma arriviamo al punto: cosa si mangia a colazione il giorno di Pasqua?

Prima su tutte troneggia la Pizza di Formaggio.

Non c’è Pasqua nelle Marche senza “pizza cascio e oe” o “crescia brusca” in dialetto, ovvero una sorta di panettone salato e spugnoso a base di uova e formaggio.

Un accompagnamento perfetto per salumi e vino rosso il cui profumo inebria la casa e stuzzica l’appetito. 

Sembra abbia avuto origine a Jesi (AN) ma è una preparazione classica in tutta la regione.

Altre fonti riconducono l’origine della ricetta al Monastero di Santa Maria Maddalena in Serra de’ Conti (AN) dove si trovano tracce documentali risalenti al 1848.

Il nome “Crescia” è dovuto al forte aumento di volume dell’impasto che grazie alla lievitazione “cresce” appunto anche più di due volte la sua massa originale.

La ricetta originale un tempo prescriveva 40 uova (tante quanti i giorni della Quaresima), veniva preparata il Venerdì Santo e non si doveva assaggiare finché non si “scioglievano le campane”, a conclusione del periodo di digiuno e penitenza della Quaresima. Le pizze si portavano poi a cuocere nei forni, prenotando la cottura famiglia per famiglia.

Come per tutti i piatti locali e tipici, anche la Crescia di Pasqua non ha una ricetta univoca ma la sua preparazione cambia di paese in paese, se non di famiglia in famiglia. 

In particolare riveste particolare importanza il tipo di formaggio che si decide di utilizzare: le varianti possono comprendere parmigiano grattuggiato, pecorino romano o altri formaggi a proprio gusto. 

Ecco il link ad una delle ricette che suggeriamo dalla pagina di Destinazione Marche

Salumi

La pizza di formaggio si accompagna  sempre con i salumi: tra fette di ciauscolo – morbido e profumato – di salame lardellato o di salame di Fabriano, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, a seconda delle zone delle Marche.

Il ciauscolo è un salame dalle origini antichissime rinomato per la sua morbidezza e spalmabilità. Pensate che ha ottenuto nel 2009 il marchio I.G.P. 

Ne parliamo in questo articolo.

La frittata con la mentuccia

Sulla tavola della colazione pasquale non può mancare la frittata: la più rinomata è quella con la mentuccia, una pianta erbacea verde, molto aromatica. Fatta a volte con l’acqua benedetta, questa frittata cambia gusto a seconda della località: nelle zone vicino ad Osimo (AN) si può scegliere tra la versione rognosa e quella con la vitalba, oppure con i carciofi o le cipolle novelle. Molto rinomata è quella con asparagi selvatici ad Avacelli (AN) e a Urbino (PU).

Nella zona di Jesi (AN) usano mazzetti di erbe aromatiche varie, con un mix di salvia, rosmarino, basilico e menta. Nel maceratese gli ingredienti più comuni sono la borragine e la mentuccia. 

Ecco il link ad una delle ricette che suggeriamo dalla pagina Le ricette di Elisir

Coratella d’agnello

Molto diffusa in tutto il centro Italia è anche la frittata con la coratella d’agnello cucinata in umido oppure in padella, in bianco con la cipolla.
La coratella è il nome con cui si indicano le interiora dell’agnello (fegato, cuore, polmoni, animelle).

Ecco il link ad una delle ricette che suggeriamo dalla pagina Laboratorio Cingoli

https://www.laboratoriocingoli.it/coratella-agnello-alla-maniera-umbro-marchigiana/

I cacioni o piconi

I “piconi” sono una colonna portante della colazione di Pasqua nella provincia di Ascoli Piceno. Nelle Marche sono conosciuti con svariate denominazioni: calcioni, caciuni, cacioni, piconi, caciù e il loro nome deriva infatti dalla caratteristica di essere ripieni di “cacio”. Sono infatti dei ravioloni salati di pasta fresca cotti al forno e farciti di pecorino e uova, ingredienti preziosi in una realtà contadina.

Il formaggio locale per eccellenza era il pecorino e un tempo veniva usato solo quello per realizzare questa succulenta ricetta. In seguito sono stati introdotti il parmigiano e da alcune famiglie anche la ricotta. 

Ecco il link ad una delle ricette che suggeriamo dalla pagina di Piatto Forte

Nella colazione di Pasqua marchigiana non mancano certo i dolci.

La pizza dolce di Pasqua

Altra prelibatezza della regione è una specie di panettone molto soffice, incredibilmente profumato, grazie all’aggiunta di aromi naturali, canditi e uvetta sultanina. Completa il tutto la candida “fiocca”: una dolce glassa di zucchero, decorata con confettini colorati. 

Ecco il link ad una delle ricette che suggeriamo dalla pagina Giallo di Zafferano

Le Ciambelle Pasquali Marchigiane, o ciambelle strozzose di Pasqua

Se vi avanzano poi dei confettini colorati, potete cimentarvi in un altro dolce tipico della tradizone pasquale marchigiana: le ciambelle “strozzose” che, secondo tradizione, andrebbero impastate il venerdì santo e cotte in un forno a legna.

Ecco il link ad una delle ricette che suggeriamo dalla pagina di Destinazione Marche

Ma la Pasqua nelle Marche non finisce a colazione: prendete questi prodotti, metteteli un cestino di vimini, aggiungete fave e pecorino e la vostra scampagnata di Pasquetta  è pronta!!

Curiosità: il gioco della Scoccetta

La colazione di Pasqua nelle Marche non è colazione se non gioca alla Scoccetta.

Si può giocare in due o più persone. Ogni giocatore prende un uovo sodo e sfida un avversario picchiando delicatamente il suo uovo contro quello dell’altro. Il giocatore il cui uovo resta intatto vince e sfida un nuovo avversario. Vince chi alla fine rimarrà con l’unico uovo intatto… o quando finiranno le uova!

Nel giorno di Pasqua in molti comuni delle Marche si gioca a Scoccetta addirittura in piazza con tornei di centinaia di persone. Una delle manifestazioni più note  è la “Punta e cul” nella piazza centrale e presso il Santuario di Battaglia di Urbania (PU).

Nelle Marche sono numerose anche le rievocazioni storiche legate alle tradizioni di Pasqua. A partire dalla Turba di Cantiano (PU), una processione con canti e preghiere che fa diventare tutta la cittadina un vero e proprio palcoscenico. Molto famosa anche la Morte del Giusto di Loreto, la rappresentazione delle ultime ore di vita di Gesù. Il corteo parte da Colle Lauretano e sale fino alla Basilica della Santa Casa di Loreto, ripercorrendo tutte le tappe della Passione.

A Porta Recanati si tiene la Bara di Notte: pescatori percorrono tutte le stazioni della Passione con una bara. A Polverigi abbiamo la Rassegna Internazionale del Canto Rituale della Passione. Il più particolare è sicuramente il Cavallo di Fuoco di Ripatransone (solitamente si tiene la prima domenica dopo Pasqua). Numerose città offrono suggestive processioni: il Venerdì Santo a Monte San Pietrangeli (FM), la Passione di Cristo a Mogliano (MC), la Passione di Cristo a Osimo (AN) e, soprattutto, la Sacra rappresentazione della passione di Cristo che ogni due anni si tiene proprio qui a Sassoferrato. 

Ora potete festeggiare anche voi la Pasqua con una tipica colazione marchigiana e vi assicuriamo che non potrete più farne a meno!

Altrimenti…venite direttamente a festeggiare la Pasqua nelle Marche!

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