Fabriano, la città della carta

Scritto da Chiara Silvestrini

Quella della carta è un’invenzione rivoluzionaria la cui paternità viene attribuita alla Cina e per la cui diffusione bisogna ringraziare le popolazioni arabe. Ma è a Fabriano che, alla fine del XIII secolo, gli artigiani hanno messo a punto le tecniche di produzione che hanno dato vita alla carta moderna. 

Tre sono state le essenziali innovazioni necessarie per la svolta: 

  1. l’utilizzo di gelatina animale per rendere i fogli impermeabili all’inchiostro. 
  2. l’utilizzo della pila idraulica a magli multipli per la raffinazione dell’impasto. 
  3. l’invenzione della filigrana per identificare il produttore e contrassegnare documenti di valore. 

Oggi Fabriano è una delle poche città al mondo in cui, a fianco della produzione industriale, la carta viene ancora fabbricata a mano con le tecniche di 700 anni fa. 

 

Il processo è complesso e molto tecnico ma affascinante. 

 

Come si produce la carta fatta a mano 

La materie prime tradizionali sono cotone, lino e canapa di qualità. Immerse nell’acqua, vengono sminuzzate in vecchie raffinatrici olandesi. L’impasto ottenuto viene versato in grandi tini nei quali vengono poi immersi particolari telai in metallo. I mastri cartai qui devono dimostrare la loro bravura: da un lato devono sapere creare un impasto ben equilibrato, dall’altro devono estrarre il telaio dal tino raccogliendo sempre la stessa quantità di impasto e distribuendolo uniformemente sulla superficie del telaio. Un preciso movimento basculante delle mani crea il nostro foglio. A questo punto è necessario scolare l’acqua in eccesso: poggiando il telaio su un feltro di lana il foglio si distacca e resta sul panno. Si procede, sovrapponendo, alternati, i fogli e i feltri. La pila che si ottiene va posta poi sotto una pressa idraulica che rimuove il 50% dell’acqua. Ora è possibile completare l’asciugatura, separando i fogli dai feltri e appendendoli in locali areati, con temperature ben precise. I fogli asciutti vengono quindi sottoposti al processo di “collatura”: l’immersione in gelatina animale che li rende impermeabili agli inchiostri e ne garantisce una lunga conservazione. Stesi nuovamente, i fogli si essiccano definitivamente. 

 

 

Museo della Carta e della Filigrana 

Se vi abbiamo un po’ incuriosito questo è il luogo ideale per apprendere la storia e le tecniche di produzione della carta e soprattutto prendere parte ad interessanti iniziative ed attività didattiche. 

In una delle sale è, infatti, possibile vedere la Gualchiera Medioevale Fabrianese, uno speciale macchinario utilizzato per realizzare la carta, costruita in base alle tecniche usate dai famosi “Mastri Chartai”. 

In altre sale ci sono diversi esempi delle preziose filigrane utilizzate per la realizzazione di album, quaderni, agende, banconote, dal XIII secolo fino ad oggi. 

Cos’è una filigrana? Un disegno, un emblema  o una scritta che si trova all’interno dello spessore del foglio e visibile in trasparenza. Gli antichi cartai la usavano per distinguere i propri prodotti, mentre oggi è usata nelle carte pregiate e nelle carte valori, per renderne più difficile la falsificazione. Probabilmente, avete una filigrana con voi in questo momento. 

 

 

 

 

 

La svolta della Carta Fabriano 

Il 1792 fu l’anno cruciale per la storia della carta a Fabriano: Pietro Miliani riunì le piccole cartiere della città in un’unica grande cartiera, conferendo un’identità ben precisa alla produzione fabrianese e distinguendosi dalle altre cartiere sorte nel tempo in Italia. 

Nacquero così le storiche Cartiere Miliani Fabriano, un vero e proprio brand conosciuto in tutto il mondo. 

 

 

L’Archivio Storico delle Cartiere Miliani Fabriano 

È il primo Archivio d’Impresa in Italia, riconosciuto nel 1964. Conserva un patrimonio storico cartario unico al mondo nel suo genere: documenti risalenti al 1782, forme per carta a mano, tele, punzoni commissionati da Banche nazionali ed internazionali. 

Oltre alle fonti documentarie, vi si trovano: 

  • la raccolta di filigrane formata nel 1946 dal consigliere delegato delle Cartiere Miliani (oltre 1.500 esemplari); 
  • la fototeca (oltre 1.200 fotografie) a testimonianza del patrimonio archeologico industriale, architettonico, paesaggistico e degli aspetti identitari della società e della cultura cartaria dal 1871;
  • la biblioteca con 2.300 libri; 
  • i beni storici per la fabbricazione delle carte filigranate, conservati presso gli stabilimenti di Fabriano e di Pioraco (vicino Macerata) e parte dei quali depositati con contratto di comodato d’uso presso i Musei della Carta e della Filigrana di Fabriano e di Pioraco. 

 

Fabriano non ha dimenticato ciò che l’ha resa famosa al mondo e sta conservando con cura una tradizione artigianale di secoli. 

 

Ora guardatevi intorno, vedete un qualsiasi pezzo di carta vicino a voi? 

Ecco, un po’ di Fabriano è lì con voi. 

 

Ma non accontentatevi, venite a vederla di persona! 

Photo credit: Fabrianoturismo 

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