Gubbio: la città dei matti tra storia, epiche battaglie e santi

Visitare Gubbio, è una tappa quasi obbligatoria per chi è ospite del nostro residence.  La “città dei matti” infatti dista circa 45 km da Sassoferrato e ci vogliono appena 40 minuti di strada per raggiungerla. In brevissimo tempo ci si ritrova immersi in pieno medio evo tra chiese, vicoli, palazzi storici e antiche botteghe che siamo certi accenderanno la vostra curiosità. Cittadina di circa 32.000 abitanti in pieno Appennino, trova le sue origini nell’antica città umbra di Ikuvium, che rimase neutrale durante la Battaglia delle Nazioni e che venne sottomessa pacificamente a Roma grazie proprio alla sua neutralità. Fu eretta a municipium, ma poi caduto l’Impero venne  saccheggiata e distrutta da Totila, prima di essere ricostruita e divenire libero comune. Nel medio evo conobbe i suoi maggiori fasti, sconfiggendo addirittura una coalizione guidata da Perugia, prima di cedere la sua autonomia allo Stato Pontificio, dopo un assedio logorante del cardinale Albornoz. Ma in questo frangente gli eugubini dimostrarono carattere e grazie alla loro ribellione si poterono consegnare liberamente ai Montefeltro sul finire del secolo XIV e conobbero così nuovi fasti e rinnovata autonomia. Con la storia ci fermiamo qui, anche se ce ne sarebbero da raccontare, ma questo basta per comprendere come Gubbio sia impregnata di vicende epiche, battaglie, cavalieri e santi che ancora oggi riecheggiano tra le mura del centro storico che vi invitiamo a scoprire con noi. 

PIAZZA GRANDE 

E’ tra le immagini più diffuse di Gubbio e tra le prime che Internet restituisce a chi fa una ricerca sulla città. Situata nel cuore del centro storico è una enorme piazza sospesa con belvedere, costruita sopra degli archi e dalla quale si apre un panorama mozzafiato sulla verde Umbria. Soffermarsi ad ammirare la campagna che si perde in un vasto orizzonte è un esperienza che pochi luoghi possono offrire e il quadro che la natura ha dipinto in questo luogo non vi farà pentire delle fatiche fatte lungo i vicoli in salita del centro storico. In questa piazza si svolgono le principali manifestazioni civili e religiose della città e si può ammirare da vicino l’imponente Palazzo dei Consoli, l’antico palazzo del Governo che oggi ospita la il museo civico 

PALAZZO DEI CONSOLI 

Domina la città dall’alto dei suoi sessanta metri di altezza ed è imponente allo sguardo grazie al suo slancio di ispirazione gotica. Il museo civico ospitato all’interno su diversi piani illustra la storia e la cultura locale abbracciando un periodo che va dalla preistoria al secolo scorso. Di notevole importanza sono le Tavole eugubine, sette lastre in bronzo sulle quali è riportato il più importante testo in lingua umbra giunto ai giorni nostri. Sono i testi più antichi in assoluto che il mondo antico occidentale conosca riguardo riti religiosi, scritti tra il III e il I secolo a. C. ma gli studiosi ritengono che i testi hanno origini molto più antiche, addirittura risalienti al I millennio a.C. Questa è la straordinarietà di questo preziosissimo reperto archeologico che hanno permesso agli storici di conoscere l’alfabeto degli umbri, molto simile agli altri alfabeti italici. Restano ad oggi l’unica fonte di studio sull’antico popolo degli umbri, della sua lingua e delle loro pratiche religiose e per alcuni studiosi le Tavole eugubine sono il più importante testo rituale di tutta l’antichità classica. Il museo custodisce tra le altre cose una sezione di ceramiche realizzate tra il 1300 e il 1800 mentre al piano superiore si trova la Pinacoteca Comunale. 

 

PALAZZO DUCALE 

Il Palazzo Ducale di Gubbio si trova difronte al Duomo ed è l’unico esempio di architettura rinascimentale della città e venne costruito nella seconda metà del ‘400 in seguito all’arrivo dei Montefeltro. Progettato forse dal grande architetto Laurana, si ritiene venne realizzato da Francesco di Giorgio Martini, l’altro grande architetto al servizio di Federico da Montefeltro. Il suo cortile interno ricorda infatti quelli dei palazzi di Urbino e di sicuro appena terminato appariva davvero splendido grazie agli accessori e agli ornamenti tipici del Rinascimento.  All’epoca al suo interno si trovava lo “studiolo” del duca, realizzato in pannelli di legno ricchi di intarsi sfarzosi, oggi è conservato al Metropolitan Museum di New York. Restano da ammirare nel palazzo il portone, anch’esso intarsiato, il soffitto a cassettoni, il camino in pietra serena e le formelle delle tettoie in laterizio. Oggi il palazzo ospita il museo civico e numerose mostre temporanee. 

IL PALAZZO DEL BARGELLO E LA FONTANA DEI MATTI 

Camminando lungo via dei Consoli ci si trova di fronte al Palazzo del Bargello, cioè della polizia locale, un edificio a tre piani realizzato all’inizio del ‘300 in stile gotico, giunto a noi in perfette condizioni. Al suo interno si trova l’Esposizione Permanente della Balestra, dove è possibile osservare diverse tipologie di questa arma temibile medioevale assieme a delle riproduzioni molto fedeli dei costumi originali dell’epoca. Vuole essere un omaggio al Palio della Balestra, famosa festività popolare che si tiene ogni anno nell’ultima domenica di maggio. 

Il palazzo è reso famoso dalla celebre Fontana dei Matti che si trova nella piazzetta difronte al palazzo, Largo del bargello. La tradizione vuole che la persona aspirante al titolo di “matto” conferito dalla città di Gubbio debba celebrare il suo rituale, ovvero correre per tre volte intorno alla fontana ed essere infine battezzato dalla sua acqua. 

 

DUOMO DI GUBBIO 

Conosciuto anche come Cattedrale o Basilica dei Santi Mariano e Giacomo Martiri venne eretto in pieno stile gotico sul finire del XII secolo. Notevole e ben visibile è la vetrata circolare sopra il portale di ingresso, decorata finemente, dove ai suoi lati sono rappresentati i simboli dei quattro evangelisti: il leone di San Marco, l’angelo di San Matteo, il bue di San Luca e l’aquila di San Giovanni. Al suo interno, sopra l’abside si trova un’altra magnifica vetrata, mentre lungo le pareti sono ancora visibili dei resti di affreschi risalenti al 1300 e tra questi è ancora ben conservata l’Immacolata Concezione di Virgilio Nucci, del secolo XVI. Interessante anche la cappella del Santissimo Sacramento, abbellita dalle rappresentazioni di Francesco Allegrini raffiguranti i santi legati alla storia di Gubbio, come Sant’Ubaldo, San Pier Damiani, San Rodolfo, San Giacomo e San Mariano. Importanti infine la tela di Antonio Gherardi da Rieti raffigurante la Nascita della Vergine e la Pietà di Dono Doni, pittore di Assisi. Molto pregiato il Cristo ligneo sopra l’altare, attribuito alla scuola umbra del secolo XIII.  

La cattedrale ospita il proprio museo, all’interno del quale desta curiosità la Botte dei Canonici, situata proprio all’ingresso. Le sue dimensioni sono davvero enormi ed è capace di contenere fino a 200 ettolitri di vino, ma la vera peculiarità è che è stata realizzata interamente in anelli di legno, senza l’utilizzo né di ferro né di doghe in metallo e questo la rende un esemplare unico in Europa. Costruita dai monaci attorno al 1500 è stata utilizzata fino al 1928 per conservare il vino. 

BASILICA DI SANT’UBALDO 

Situata sul ripido monte Ingino che sovrasta la città, la Basilica di Sant’Ubaldo deve la sua notorietà al fatto che è il punto di arrivo della celebre corsa dei Ceri che si tiene ogni anno il 15 maggio e che coinvolge letteralmente tutta la città. All’esterno appare sin troppo sobria ma custodisce ben cinque navate, numerosi affreschi del secolo XVI raffigurante la vita del Santo, mentre le sue spoglie vengono custodite dentro un’urna in bronzo.  Cinque porte permettono il suo accesso, le tre centrali sono realizzate in pietra serena scolpita mentre i battenti in legno intagliato sono ancora quelli originali. L’altare maggiore realizzato sul finire del 1800 in stile neogotico ospita otto piccole statue raffiguranti alcuni santi e al di sopra delle quali è posta l’urna in cui riposa il corpo, intatto di Sant’Ubaldo. Sono esposte anche le urne precedenti risalenti ai secoli XIII e XVIII. La luce entra da grandi finestre con vetrate decorate con le vicende della vita del Santo, mentre sulle pareti si possono ammirare alcuni dipinti olio su tela tra cui il Battesimo di Gesù di Felice Damiani, la Madonna col Bambino in gloria tra i Santi Ubaldo e Giovanni Battista, di Salvio Savini, la Trasfigurazione, di Giovanni Maria Baldassini, nonché Sant’Agostino raffigurato nel consegnare la sua Regola, di Avanzino Nucci. La basilica ospita durante l’anno i ceri, ovvero le strutture in legno risalenti al Cinquecento che sono protagonisti della famosa corsa. 

Gubbio custodisce molte altre cose interessanti che meritano di essere visitate, come il teatro romano e l’Antiquarium. Realizzato attorno al 20 a.C. grazie alla capacità di accoglienza di 6000 persone era tra i più grandi teatri dell’epoca. Oltre che suggestivo, regala una bellissima visuale della città e del suo centro storico. Attorno all’area del teatro sorge ancora ben conservato un quartiere residenziale di epoca romana con diverse “domus”. Il percorso archeologico della città prosegue poi con la visita del Mausoleo di Pomponio Grecino e l’Area archeologica della Guastuglia. 

Se avete apprezzato la fiction di Don Matteo potete anche visitare la chiesa di San Giovanni, uno dei luoghi principali di tutte le sue puntate. Meritevole di una visita è anche la Loggia dei Tiratori, inizialmente antico ospedale e poi laboratorio per “tirare” la lana, cioè asciugare la stoffa tesa in modo da ottenere la lunghezza desiderata. 

Infine vi consigliamo di restare fino al calar della notte in città, in modo da poterla ammirare con la sua splendida illuminazione. Se volete visitarla a ridosso del Natale è anche possibile ammirare un albero illuminato realizzato, sopra la città, con oltre 800 corpi luminosi adagiati lungo le pendici del monte Ingino. 

Lasciatevi dunque affascinare da questa cittadina dove il tempo sembra essersi fermato e in ogni scorcio del centro storico potete respirare gli antichi fasti del mondo medioevale. E poi nei suoi ristorantini sparsi un po’ ovunque si mangia davvero bene, il che non guasta mai. 

Photo credit:  www.freepik.com
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