Assisi. L’impatto di San Francesco nella fede, nella storia e nella società

Assisi

L’impatto di San Francesco nella fede, nella storia e nella società 

 

Sotto il punto di vista spirituale l’Umbria è legata in modo indissolubile a San Francesco d’Assisi, Santa Chiara e al loro operato, svoltosi nel corso del secolo XIII. 

I due Santi e il movimento francescano che fondarono hanno avuto un impatto tale sulla società dell’epoca, da far giungere verso la città di Assisi le migliori maestranze e le più grandi menti del medioevo. 

A poco più di un’ora dal nostro residence abbiamo, quindi, in eredità un enorme patrimonio artistico, culturale e spirituale. 

Diversi sono i luoghi dove avvennero i fatti dell’epoca, intorno ai quali Assisi ha eretto importanti costruzioni religiose. Le più importanti sono sicuramente: 

 

  • la Basilica di San Francesco 
  • la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola 
  • la Chiesa di San Damiano 
  • la Basilica di Santa Chiara 

 

Ma la storia non nasce mai dal nulla e la città di Assisi non sfugge a questa regola. 

Infatti, prima dell’avvento del Santo la città medioevale nasceva tra le rovine della città romana di Asisium, a tratti ancora visibile e che a sua volta venne fondata dopo la battaglia delle Nazioni sulle rovine lasciate dalla civiltà degli Umbri. 

 

La Basilica di San Francesco 

Si tratta di un vero e proprio complesso basilicale composto da due chiese sovrapposte: la Basilica Inferiore, costruita dal 1228 al 1230, e la Basilica Superiore, eretta tra il 1230 e il 1253. 

I lavori vennero iniziati da frate Elia, successore di Francesco al vertice dell’Ordine, appena due anni dopo la morte del Santo. La posa della prima pietra ricevette la benedizione di Papa Gregorio IX il quale si era recato ad Assisi per proclamare la santità di Francesco il 16 luglio 1228. In meno di due anni veniva completata la basilica inferiore e vi venne subito traslata la salma del Santo. 

Si tratta di una chiesa in stile romanico umbro di derivazione lombarda e vi si accede dalla Piazza inferiore. La pianta è a doppia “T” e venne decorata dai più importanti pittori dell’epoca, come Cimabue, Giotto, Simone Martini e i fratelli Lorenzetti. Stupende vetrate decorate da Giovanni di Bonino e Puccio Capanna fanno da contorno e illuminano gli affreschi. 

 

La Basilica Superiore vede invece trionfare lo stile gotico francese, italianizzato dalle decorazioni e dai colori. Un meraviglioso rosone e un portale gotico accolgono il visitatore all’interno della chiesa ad una navata, illuminata da grandi vetrate. 

Costituisce il prototipo delle chiese francescane e al suo interno si trovano altri importantissimi affreschi di Giotto, insieme ad opere ancora di Cimabue e di Jacopo Torriti. Notevole è un coro in legno di fine 400. 

La parte inferiore della navata ospita un intero ciclo giottesco di 28 riquadri che illustrano i momenti salienti della vita di San Francesco. 

La tomba di San Francesco si trova esattamente ove fu riposta nel 1230: sotto l’altare maggiore della chiesa inferiore, ma fu riportata alla luce soltanto nel 1818 dopo ricerche durate oltre 60 anni. Si tratta di un semplice sarcofago in pietra, chiuso da una griglia di ferro. Nei pressi della tomba arde una lampada votiva alimentata dall’olio che, ogni anno a turno, una regione italiana dona per la festa di San Francesco patrono d’Italia il 4 ottobre. Vicino al Santo riposano anche le spoglie di quattro compagni di Francesco, Rufino, Angelo, Masseo e Leone. 

 

Curiosità: pochi sanno che un decreto di Papa Paolo V, risalente al 1607, proibiva qualsiasi tentativo di arrivare al corpo del Santo, pena la scomunica. Fortunatamente non più valido, oggi è meta di milioni di pellegrini ogni anno, provenienti da tutto il mondo. 

 

 

La Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola 

 Appena fuori Assisi, nella frazione di Santa Maria degli Angeli, sorge la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola. Per i pellegrini devoti a San Francesco è la meta più importante, dopo la Basilica eretta in suo onore, perché accoglie diversi luoghi dove si sono svolte varie vicende della vita del Santo. 

La Basilica a croce latina con tre navate fu costruita per volontà di Papa San Pio V tra il 1569 e il 1679, per custodire le cappelle della Porziuncola, del Transito e del Roseto. 

La Basilica è volutamente semplice ed essenziale per non rubare la scena alla cappella più importante: la Porziuncola appunto. 

La Porziuncola è una vera e propria “chiesa nella chiesa” e deve la sua importanza al fatto che tra le sue mura San Francesco comprese la sua vocazione, accolse Santa Chiara e i primi frati francescani e ricevette infine il “Perdono di Assisi”, di cui parleremo tra poco. 

Di dimensioni modeste, 4 metri per 7, è costituita da un’unica aula con abside, conserva ancora il tetto trecentesco e addirittura il pavimento originale in “cocciopesto”, emerso durante i restauri post-sisma del 1997. 

È una delle 3 chiese riparate da San Francesco all’inizio della sua vocazione. 

Il suo ingresso appare sproporzionato per consentire il grande flusso di pellegrini, mentre un affresco sulla facciata del 1830 rappresenta Francesco che chiede a Gesù e Maria la concessione della indulgenza plenaria, il cosiddetto “Perdono di Assisi”. 

Questa indulgenza può essere ottenuta in due modi: visitando la Porziuncola tutti i giorni dell’anno o chiedendola nelle altre chiese francescane, ma soltanto tra il 1 e il 2 agosto di ogni anno. 

Si narra che un giorno il Santo, mentre stava pregando in Porziuncola, ebbe una visione di Gesù e Maria che gli chiesero quale grazia desiderasse. Senza indugio Francesco rispose che fosse concesso il perdono completo a tutti i confessati e pentiti in visita alla chiesa. Gli fu risposto che tale richiesta sarebbe stata esaudita qualora si fosse rivolto direttamente al Papa, vicario di Cristo in terra. Recatosi a Perugia, Francesco espose i fatti a Onofrio III che esaudì il suo desiderio. 

 

Sempre in Porziuncola la storia vuole che Santa Chiara vi giunse nei primi momenti della sua vocazione quando abbracciò “sorella povertà”, ricevendo il “taglio dei capelli” che la rese una penitente. Non è chiaro chi effettuò il taglio, se Francesco in persona oppure, a turno, i frati che vivevano con il Santo. 

 

All’interno della Basilica di Santa Maria si trova anche la Cappella del Transito, dove Francesco morì il 3 ottobre 1226, dopo aver composto gli ultimi versi del Cantico delle creature: 

 

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali; 

beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male. 

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate» 

 

(traduzione) 

 

Lodato sii mio Signore per la nostra sorella morte corporale, dalla quale nessun essere umano può scappare, guai a quelli che moriranno mentre sono in peccato mortale. 

Beati quelli che troveranno la morte mentre stanno rispettando le tue volontà. In questo caso la morte spirituale non procurerà loro alcun male. 

Lodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.» 

 

La Cappella del Transito è in realtà un semplice vano in pietra in cui era situata l’infermeria del primitivo convento. Sulla parete esterna gli affreschi di Domenico Bruschi del 1886 raffigurano la morte e i funerali del Santo, mentre all’interno risalgono al ‘400 le decorazioni di Giovanni di Pietro (detto Spagna), stretto seguace del Perugino. 

In una teca vengono conservati un panno dell’abito di Francesco e il suo cordone, detto “cingolo”. Durante le liturgie non è possibile visitarla. 

 

Curiosità: della selva che avvolgeva la Porziuncola ai tempi di San Francesco resta solo un roseto miracoloso. In una notte tormentata, in preda al dubbio e alla tentazione, Francesco si gettò tra i rovi per avvicinarsi ai dolori di Cristo sulla croce. 

Avvenne così il Miracolo del Roseto: ogni rosa perse le sue spine per non recare sofferenza al Santo. Francesco venne trasportato dagli angeli in Porziuncola, dove gli venne annunciato il “Perdono di Assisi”. Nacque così la Rosa Canina Assisiensis, una particolare specie di rosa che cresce senza spine soltanto nel roseto della Basilica. I frati hanno provato a far crescere questo fiore in luoghi diversi, ma la pianta nasce e cresce sempre con le spine. 

All’interno della Basilica è presente la “Cappella delle rose”, sotto la quale si apre una piccola grotta e al suo interno è conservato ciò che resta del pulpito dal quale Francesco annunciò l’Indulgenza della Porziuncola. 

 

 

La Basilica di Santa Maria degli Angeli è divenuta anche lei meta di grandi pellegrinaggi grazie alle storie legate ai luoghi in essa custoditi. 

Se nella Basilica di San Francesco possiamo ammirare il francescanesimo in tutta la sua grandezza, qui se ne riscoprono le origini e la vera essenza, fatta di umiltà, semplicità e carità. 

Siamo sicuri non lascerà l’animo del visitatore indifferente. 

 

La Chiesa di San Damiano 

Dal punto di vista storico e spirituale la chiesa di San Damiano rappresenta un altro luogo fondamentale poiché tra le sue mura operarono sia Francesco che Chiara. 

È qui che il Santo si recava spesso all’inizio della sua vocazione per pregare e meditare ed è qui, come la leggenda vuole, che il crocifisso gli parlò per la prima volta, ordinandogli per ben tre volte “Va e ripara la mia chiesa che, come vedi, è tutta in rovina”. 

All’epoca dei fatti questa era una chiesa completamente in rovina e che Francesco riparò. Qui compose quasi tutto il Cantico delle creature, la prima forma di poesia scritta della letteratura italiana di cui si ha memoria e che pertanto ne costituisce il fondamento. 

 

San Damiano è un luogo fondamentale anche nelle vicende di Santa Chiara, che qui fondò l’ordine delle Clarisse e compì i suoi miracoli più famosi. 

Uno fra i tanti narra di quando Federico II di Svevia, per arrecare torto al Papa, scagliò un potente esercito di saraceni agguerriti e ben addestrati su Assisi. La città si chiuse tra le mura ma il convento di San Damiano, situato al di fuori, fu il primo bersaglio dell’esercito musulmano. La Santa affrontò i saraceni con l’Eucarestia e incredibilmente i cavalli nemici si arrestarono tutti di colpo. 

L’altro importante miracolo che Santa Chiara fece a San Damiano è il cosiddetto “miracolo del pane”. Era venuto in visita al convento il Papa Gregorio IX, desideroso di visitare i luoghi del francescanesimo e di incontrare Chiara. Il Santo Padre, prima di consumare il pasto con le sorelle, ordinò alla Santa di benedire il pane e, quando ella obbedì, su tutte le forme di pane presenti a tavola si formò il segno della croce. 

 

Attualmente la chiesa di San Damiano è inglobata all’interno di una chiesa più grande e vi si accede da un portico in arcate a tutto sesto. Al suo interno è costituita da una unica navata con una cappella laterale sulla parete destra, nel cui altare è presente un crocifisso ligneo del 1637. In fondo alla navata si trova l’abside con la volta più bassa rispetto all’aula, dove si trovano un altare moderno in pietra, il tabernacolo in legno ed il coro dei monaci. Sull’arco dell’abside si trova una copia del Crocifisso di San Damiano che la leggenda vuole parlò a Francesco. 

 

La Basilica di Santa Chiara 

Viene costruita subito dopo la morte della Santa tra il 1257 e il 1265 attorno all’antica chiesa di San Giorgio dove, fino al 1230, riposarono le spoglie di San Francesco. 

Costruita in stile gotico ricorda molto la Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi. 

Le spoglie della Santa vi vennero traslate già nel 1260, prima della fine dei lavori di costruzione. La facciata è stata realizzata con pietra locale bianca e rosa e il portale di ingresso è a tutto sesto. Due leoni a riposo sostengono la ghiera attorno alla lunetta, mentre più in alto si trova un grande rosone. All’interno la chiesa si presenta a croce latina con navata unica, dove in origine vi era un ciclo di affreschi sulla vita della Santa, purtroppo andato perso nel corso dei secoli. L’unica cappella presente nella navata è dedicata a Sant’Agnese, sorella di Chiara ed è decorata con affreschi e pitture murali del XX secolo. Sul lato destro si trova la cappella di San Giorgio, appartenente alla primitiva chiesetta e decorata da numerosi affreschi. Da questo ambiente è possibile accedere all’oratorio del Crocifisso (o delle Reliquie) dove, sopra l’altare, è conservato l’originale Crocifisso di San Damiano che parlò a San Francesco. 

Vi sono esposte, dietro una grata, alcune reliquie come il cranio di Santa Agnese, il camice da diacono di Francesco ricamato da Chiara, una tonaca di Francesco, una di Chiara e altri oggetti. 

Dalla navata si accede alla Cripta, realizzata soltanto nella seconda metà del secolo XIX: qui una semplice urna accoglie le spoglie di Santa Chiara e un piccolo tempio con un altare dove è possibile vedere il sarcofago in pietra che in origine conservava il corpo della Santa. Notevole la volta, con l’affresco del Maestro Espressionista di Santa Chiara, rappresentante le Sante in gloria. 

 

 

In conclusione, Assisi offre una forte esperienza sia dal punto di vista spirituale, sia da quello artistico e architettonico e il visitatore che riuscirà a coglierle entrambe, nel lasciare la città porterà con sé un forte appagamento nell’animo. 

Questo perché siamo convinti che ammirare gli affreschi di Giotto, visitare i luoghi che hanno visto i principali avvenimenti di Francesco e Chiara e potersi avvicinare alle loro spoglie non possa lasciare indifferenti nessuno, a prescindere dalle convinzioni religiose e spirituali. 

 

Leggi anche: 

Sentinum e la Battaglia delle Nazioni

 

 

 

 

 

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