I Bronzi dorati di Pergola

L’unico gruppo di bronzo dorato esistente al mondo giunto dall’età romana ai nostri giorni. 

A soli 17 km da Sassoferrato, nella città di Pergola, è possibile vedere i Bronzi Dorati di Pergola. Noti anche come Bronzi Dorati da Cartoceto, dal nome della località ove furono rinvenuti nel 1946, sono un gruppo statuario equestre romano, costituito da due cavalieri, due cavalli e due donne in piedi. 

 

Le ipotesi sulla collocazione originaria 

Rinvenuti in maniera fortunosa da due contadini mentre lavoravano la loro terra, furono presto affidati alla custodia dal personale del Museo Archeologico Nazionale delle Marche. Il luogo del ritrovamento si trova nei pressi dell’incrocio tra la via Flaminia e la via Salaria Gallica e questo fa pensare che il gruppo di statue sia stato rimosso dalla sua collocazione originale. Collocazione difficile da stabilire, ma le tesi più accreditate sono 3: 

  • Forum Semproni, l’attuale Fossombrone, poiché è la città più vicina 
  • Sentinum, dove oggi sorge Sassoferrato e dove è certo che sia esistita una fonderia per grandi statue 
  • Suasa in quanto da questa città provengono altri frammenti di un cavallo molto simile, ora conservato a Baltimora (USA). 

 

I restauri e la lotta per il possesso 

Venne effettuato un primo restauro che durò 10 anni e fu possibile esporli al pubblico soltanto nel 1959, presso il Museo Archeologico delle Marche come gruppo statuario unico.  Nel 1972 vennero trasferiti a Firenze dove vennero sottoposti ad un ulteriore restauro che durò fino al 1988 e al termine del quale furono esposti per 6 mesi al Museo Archeologico di Firenze, prima di far ritorno in Ancona. Singolare fu poi la vicenda che vide il loro trasferimento presso la città di Pergola per una mostra temporanea, al termine della quale, però, le statue non vennero restituite ma addirittura murate all’interno della scuola dove si trovavano. Cominciò un braccio di ferro tra la città di Pergola e la Sovrintendenza dei Beni Culturali, ancora in corso, per stabilirne la collocazione definitiva. 

Ad oggi i bronzi sono esposti al museo appositamente dedicato presso la città di Pergola, mentre ne esiste una copia esatta presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche. Sul tetto di questo museo (palazzo Ferretti) è stata posta una copia che li ricostruisce nel loro massimo splendore originale. 

 

Le ipotesi sull’identità 

Se per gli storici non è facile stabilire la loro provenienza, altrettanto difficile risulta attribuire loro una precisa identità, pertanto oggi abbiamo solo delle autorevoli ipotesi. È abbastanza probabile che i due cavalieri e le due donne facciano parte della stessa famiglia senatoriale, tuttavia sulla loro identità sono queste le ipotesi più probabili: 

  • Potrebbe trattarsi della famiglia imperiale dei Giulio-Claudi, datando le statue tra gli anni 20 e 30 D.C., pertanto i cavalieri potrebbero essere Nerone Cesare e Druso III mentre le donne Livia Drusilla e Agrippina maggiore; 
  • Se invece le statue fossero datate tra il 50 e il 30 A.C. potrebbe trattarsi della famiglia dei Domizi Enobarbi, del senatore Marco Satrio, patrono di Sentinum, e di Lucio Minucio Basilio, che in futuro parteciperà all’omicidio di Giulio Cesare. 
  • Un’altra ipotesi si limita ad identificare il gruppo di statue come una famiglia di alto rango di tarda età repubblicana, non escludendo che la realizzazione fosse effettuata più tardi, in età augustea. La stessa ipotesi colloca i bronzi presso Pisarum, l’attuale Pesaro. 
  • Il professor Viktor H. Bohm ipotizza che i personaggi appartengano alla famiglia di Cicerone, rappresentato da uno dei cavalieri, e che le statue abbiano origine nell’isola di Samo, nel mare Egeo. 

Altre ipotesi vogliono che le statue si trovassero originariamente presso l’Arco d’Augusto di Rimini e il cavaliere rappresenti Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, Azia la madre di Ottaviano e Giulia minore, sorella di Giulio Cesare. 

Il cavaliere meglio conservato sembra si tratti di un uomo maturo in divisa militare di alto rango in tempo di pace, di cui il braccio destro alzato ne rappresenta il segno. La donna meglio conservata è in età avanzata, con acconciatura ellenistica e vestita con stola e palla, mentre dell’altra donna sono stati rinvenuti soltanto il basamento, le gambe e la vita. I cavalli vengono rappresentati al passo, con una zampa anteriore alzata, il pettorale decorato con cavalli marini e delfini, mentre nelle bardature vengono rappresentate le divinità Giove, Venere, Marte, Giunone, Minerva e Mercurio, tutte a proteggere il cavaliere. 

I Bronzi Dorati di Pergola sono un ritrovamento molto particolare e unico in ambito archeologico. Per gli appassionati di storia antica la visita al Museo dei Bronzi Dorati di Pergola rappresenta una tappa fondamentale, specialmente se inserita nel circuito archeologico che include la città di Sentinum, qui a Sassoferrato, e la città di Suasa, anch’essa sede di importanti scavi archeologici. 

 

PER INFORMAZIONI 

www.bronzidorati.com 

0721.734090 

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