Le marche e l'umbria

ITINERARI

Abbazie, 4 meraviglie in 23 Km

| Fonte Avellana – S.Emiliano – Santa Croce – Sitria |

Guida: Alessandro Simonelli tel. +39 347.7814794

Si parte da Sassoferrato, visitando
Abbazia di Santa Croce
Costruita dai Conti Atti alla fine del XII° sec., con materiali provenienti dall’antica città romana Sentinum, sopra un tempio dedicato al dio precristiano Mitra, costituisce, oggi, una delle più importanti testimonianze d’architettura romanica della regione. Caratterizzata da una pianta a croce greca inscritta, al suo interno si notano anche dei simboli templari ad indicare l’utilizzo della stessa da parte di questo ordine monastico-cavalleresco medioevale. La chiesa si è arricchita nel tempo di pregevoli affreschi di scuola fabrianese.
Lasciamo Sassoferrato e proseguiamo in direzione Scheggia, a 8 km si incontra la maestosa Abbazia di S.Emiliano in Congiuntoli.

Abbazia di S.Emiliano in Congiuntoli
Denominata così perché edificata alla congiunzione di due fiumi, il Sentino ed il Rio freddo. Eretta agli inizi del sec. XI° per custodire le reliquie del soldato martire Emiliano, sarà ampliata nella metà del XIII° sec. dai Templari del Monte Cucco. La chiesa, a due navate, è una splendida, solenne e imponente costruzione dalle forme romanico-gotiche. Al suo interno, nel Gennaio 2014, è stato ricollocato l’affresco (riproduzione) di scuola giottesca, staccato nel 1907. Affresco di notevoli dimensioni, cm 356×349. La diffusa simbologia, inoltre, presente all’interno e all’esterno della struttura, arricchisce di fascino e di mistero la storia di questo luogo, protagonista, per diversi secoli, insieme a Fonte Avellana, della vita di questo territorio.
Si continua in direzione Scheggia, fino a quando non si incontra il paese di Isola Fossara, qui si svolta a destra  seguendo per Serra S. Abbondio e dopo 3 km arriviamo a:

Abbazia di Sitria
Fondata da S. Romualdo agli inizi dell’anno 1000, e dove qui ha dimorato per 7 anni. La chiesa si presenta con un’unica navata dalle linee romanico-gotiche, presentando una apertura con volta ogivale in pietra e un altare abbellito da archetti trilobati, sorretti da 13 colonnine. Nel catino absidale si trova un affresco, di autore ignoto, risalente al XVII° sec. e raffigurante la Crocifissione. La cripta sottostante è molto elegante e presenta una volta sorretta da una colonna di granito con capitello, quasi sicuramente proveniente da una costruzione preesistente di epoca romana. Nell’Abbazia vissero, tra gli altri, san Pier Damiani, sant’Albertino da Montone, il beato Tommaso da Costacciaro.
Si procede per altri 7 km e si arriva al famoso Monastero di Fonte Avellana

Monastero di Fonte Avellana
Le sue origini si collocano intorno all’anno 1000 e in breve tempo divenne uno dei centri monastici più influenti dell’Italia centrale. Oltre ad essere uno dei maggiori centri di diffusione culturale del medioevo. In questo luogo si formarono 76 tra Beati e Santi, 54 vescovi, 5 cardinali e inoltre i Papi Celestino II, Innocenzo III, Celestino V, Giulio II della Rovere e per ultimo Gregorio XVI. Ancora oggi è uno dei più bei monasteri europei, per cui, tentare in poche righe di descriverlo, non renderebbe l’idea. Visitatelo!!!

 
 
 

In viaggio verso Loreto città della fede, Recanati, città della poesia, Osimo e le sue grotte sotterranee

 

Uscire da Sassoferrato in direzione Genga / Grotte di Frasassi e attraversare la natura incontaminata del Parco Regionale della Gola Rossa. Proseguire per Serra San Quirico fino a raggiungere Castelbellino, attraversando la verde valle dell’Esino. Vi trovate nella zona vitivinicola del Verdicchio dei Castelli di Jesi, uno dei vini più famosi e pregiati delle Marche. 
Proseguire lungo la SS76 in direzione autostrada A14, prendere l’uscita Chiaravalle per A14 e proseguire verso A14 seguendo le indicazioni per Pescara. Uscire al casello autostradale Loreto – Porto Recanati. Salire in direzione Loreto. 

LORETO
Capitale del culto Mariano, la città di Loreto è famosa perché all’interno della sua Basilica conserva il Santuario della Santa Casa, meta ogni anno di milioni di pellegrinaggi provenienti da tutto il mondo. 
Fin da lontano Loreto si mostra come città in forma di Santuario: con bastioni e mura cinquecentesche, nato attorno al Santuario della Casa di Nazareth, secondo la tradizione traslata in queste terre dagli angeli nel 1294. Divenuto in poco tempo centro di culto e pellegrinaggio il paese si andò sviluppando soprattutto dal 1469, con la costruzione della basilica-fortezza, voluta per difendere i muri della Santa Casa. Il cuore della città è piazza della Madonna. Parcheggiata l’auto fuori dalle mura castellane, vi si può accedere da Corso Boccalini, da Via Sisto V oppure da Porta Marina. Abbellita da una seicentesca fontana, la piazza è chiusa a est dall’imponente basilica: l’edificio, fra il tardo gotico e il rinascimentale, richiede un’accurata visita. Al suo interno, proprio sotto la grandiosa cupola, si trova la Santa Casa in cui Maria ricevette l’annunciazione dall’Angelo. Protetta esternamente da un rivestimento marmoreo progettato dal Bramante, conserva al suo interno la Madonnina nera con la tradizionale dalmatica. Si consiglia inoltre di non perdere il Museo-Pinacoteca, che raccoglie otto tele di Lorenzo Lotto, un’importante collezione di ceramiche da farmacia e vari cimeli. Il museo è ospitato nel Palazzo Apostolico, l’edificio che delimita piazza della Madonna a nord – ovest. La visita della città può proseguire con una passeggiata fra i negozi di Corso Boccalini; meritano infine uno sguardo le absidi da piazzale Loreto e il panorama da piazza Giovanni XXIII. 

Usciti da Loreto, procedendo in direzione est, dopo circa 7 km si raggiunge Recanati, città della poesia. 

RECANATI
Antico Borgo collocato sulle verdi colline marchigiane, Recanati è celebre per essere il paese natale del grande poeta Giacomo Leopardi, di cui si può visitare il Palazzo (ancor oggi abitato dai suoi discendenti), ubicato in Piazza “Sabato del Villaggio”. L’esposizione di oggetti e manoscritti dello scrittore consente di ripercorrerne la vita; la ricca biblioteca del padre di comprenderne la formazione. Da visitare il celebre “Colle dell’Infinito”, da cui è possibile godere di un incantevole panorama. 
In centro sorge il Palazzo Comunale sede del Museo dedicato a Beniamino Gigli: vi si conservano i costumi di scena, fotografie e cimeli del grande tenore recanatese. 
Recanati ha raccolto anche l’eredità di un grande pittore, Lorenzo Lotto, di cui si può ammirare una prestigiosa raccolta di dipinti (tra cui la celebre Annunciazione) presso Villa Colloredo Meis. 

Uscendo da Recanati, in direzione ovest, si raggiunge in circa un quarto d’ora di auto, Osimo, graziosa città marchigiana situata sulle colline tra le valli dell’Aspio e del Musone, a 18 km da Ancona. 

OSIMO
Osimo è un’antica città, cinta da mura romane e medievali con il centro storico ricco di chiese vetuste e nobili palazzi del ‘600 e del ‘700. Dai giardini pubblici di Via Saffi il panorama è davvero mozzafiato. Il migliore fotografo non potrebbe riuscire a chiudere in una cartolina quello che gli occhi riescono a scorgere da qui. Dalla bellezza del litorale adriatico, dove domina il Monte Conero, fino alla maestosità degli Appennini, dal Gran Sasso fino ad arrivare a San Marino attraversando i Monti Sibillini. 
Da non perdere:
Tappa imperdibile se passate da Osimo è la visita alle misteriose grotte scavate sotto la città. Per la loro vastità e ricchezza di particolari architettonici e soprattutto per gli enigmatici bassorilievi disseminati ovunque nell’immenso labirinto della città sotterranea, sono considerate tra i luoghi più misteriosi d’Italia. Questi ipogei furono frequentati dall’Ordine dei Templari che avevano nella zona il più importante possedimento per estensione territoriale e per influenza esercitata del centro Italia. In questi luoghi intrisi di tellurismo, teatri di antichi culti orientali e impiegati per scopi terapeutici, cerimoniali e misterici, è tramandata una ricca simbologia esoterica, ampliata nei secoli successivi da sette e congreghe segrete. Le stesse erano favorite dalle famiglie nobili che difendevano i propri interessi, intrecciando rapporti “sotterranei” con chiunque purchè funzionale ai propri scopi: guelfi, ghibellini, cardinali, vescovi, vassalli, gonfalonieri, banchieri. La nuova classe borghese cercava comunque di entrare in gioco, ma doveva sottostare agli ordini dei “grandi maestri” che organizzavano i raduni dei potenti nelle logge, prima sotto forma di accademie letterarie, poi di carboneria anticlericale, infine di massoneria con equilibri e obiettivi dinamici. 
Dove Mangiare a Osimo:
Se volete assaporare i genuini sapori marchigiani ad un prezzo più che conveniente segnialiamo l’ Osteria dell’Arco Vecchio situata nel centro della città. Ambiente semplice e cucina tradizionale casereccia. Da assaggiare i frescarelli (polenta di farina bianca e riso con salsiccia e pomodoro), il brasato al rosso conero e l’entrecote accompagnata da una serie di salsine preparate direttamente dal cuoco. 

“Parco Regionale Gola della Rossa, Grotte di Frasassi , Fabriano città della carta”

Uscire da Sassoferrato in direzione nordest verso Frazione Osteria di Colleponi, dopo circa 8 km raggiungerete il Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, cuore verde della Regione Marche.

PARCO REGIONALE DELLA GOLLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI

Nato nel settembre 1997, con i suoi 10.026 ettari, è la più grande area protetta regionale e comprende il complesso ipogeo delle Grotte di Frasassi. Un viaggio all’interno del Parco significa intraprendere un ” viaggio nel cuore delle Marche”, alla scoperta dei ricchezze storico-artistiche, celate da paesaggi ricchi di fascino ed armonia, immerse in una natura integra e rigogliosa.
A parte le meravigliose Grotte di Frasassi, la zona del Parco è un gioiello di biodiversità con 105 specie di uccelli, 40 specie di mammiferi, 29 tra rettili e anfibi e oltre 1250 specie vegetali. La fauna che abita il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi evidenzia delle specie di notevole valore naturalistico per le Marche. Tra gli uccelli si contano ben 105 specie nidificanti delle 124 presenti in Provincia di Ancona. L’ Aquila reale rappresenta il vertice della catena alimentare costituita da mammiferi, uccelli, anfibi e crostacei.
Riguardo alla flora, nei settori calcarei del piano collinare sono diffusi boschi di carpino nero, su quelli marnoso-arenacei boschi di roverella talvolta con cerro. Nel piano montano si sviluppano boschi di faggio. Sui versanti più caldi delle gole rupestri, la vegetazione è tipicamente mediterranea con leccio, robbia selvatica, terebinto, fillirea, corbezzolo, asparago e stracciabraghe.

Una volta visitato il Parco, non potete perdere le Grotte di Frasassi

GROTTE DI FRASASSI
Situate nel comune di Genga, le Grotte di Frasassi rappresentano uno spettacolo naturale unico ed una meta obbligata per quanti visitano le Marche. Scoperte nel 1971 dal gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona, sono state aperte al pubblico nel 1974. Questo affascinante mondo sotterraneo è popolato di singolari forme che prendono i nomi di stalattiti, stalagmiti e cortine lamellari. Si possono inoltre ammirare dei piccoli laghi e arabeschi di cristallo e calcite all’interno delle sale Abisso Ancona, Sala dei Duecento, il Piccolo Canyon, Sala delle Candeline, Sala Bianca, Sala dell’Orsa, Sala dell’Infinito. La temperatura interna delle Grotte è di 14°C ed è costante tutto l’anno. 

Il suo itinerario turistico attrezzato e facilmente accessibile, ha durata di circa 70 minuti, per un’estensione di 1,5 km. I visitatori, accompagnati da guide professionali, provano l’emozione di un mondo rovesciato, nascosto e bellissimo, fatto di ambienti suggestivi e ricchi di straordinarie concrezioni, dove il silenzio è rotto solo dallo stillicidio delle gocce d’acqua che rende il complesso vivo ed in continua evoluzione. Le grotte sono aperte al pubblico tutto l’anno.

A questo punto è arrivata l’ora di pranzo…
Dove mangiare vicino Genga:
Per il pasto delle 13:00 vi consigliamo di fermarmi al ristorante Da Maria. Ristorante rustico panoramico, a conduzione familiare, situato in un’ala di un vecchio monastero, nel piccolo e affascinante paese di Pierosara. A due passi dalla Grotte di Frasassi, con il panorama incantevole della Gola della Rossa, della Gola di Frasassi e dell’alta Valle dell’Esino, dove potrete gustare prelibati piatti. Le specialità della cucina casalinga, oltre alla pasta fatta esclusivamente in casa a mano, sono: il tartufo fresco, i funghi, gamberi di fiume, la carne cotta alla brace, la fiorentina razza marchigiana, il cinghiale alla cacciatora, lo stinco di maiale.

Uscire da Pierosara in direzione sud: in meno di mezz’ora si raggiunge Fabriano.

FABRIANO
La città di Fabriano vanta antichissime origini: in virtù della propria posizione geografica svolse un ruolo fondamentale nell’evoluzione culturale e storica del territorio appenninico. Anello di congiunzione nei rapporti tra Marche ed Umbria, Fabriano conserva ancora intatto il suo aspetto medievale, modellato intorno alla Piazza del Comune e documentato dai dipinti due-trecenteschi che si trovano nella Pinacoteca civica.
Fabriano è famosa nel mondo per la produzione cartiera fin dal XIII secolo. Fabriano fu una delle più antiche città italiane produttrici di carta: i fabrianesi inventarono la pila idraulica a magli, la filigrana e la collatura con gelatina animale. Grazie a queste innovazioni l’industria ebbe grande sviluppo nei secoli XIV e XV, quando si contavano almeno 40 botteghe. Nella seconda metà del 1300 le industrie locali producevano un milione di fogli l’anno.
Da vedere a Fabriano: Museo della Carta e della Filigrana
Il nome di Fabriano è noto in tutte le Marche e in Italia oltre che per l’arte cartaria anche per il suo straordinario salume: il salame di Fabriano. Tipico salame coi lardelli marchigiano, da sempre sulle tavole dei buongustai oggi in fase di rilancio grazie al Consorzio di Produzione e Tutela da poco costituito, entrato a far parte anche dei Presidi Sloow Food.

Prima di ritornare a Sassoferrato vi consigliamo due ristoranti dove fermarvi a cena.
Dove mangiare a Fabriano:
Se amate un mabiente elegante e raffinato consigliamo di fermarvi al ristorante Marchese del Grillo, in località Rocchetta bassa. Ricavato dalle vecchie cantine della Villa, è diventato punto di riferimento della zona per gli appasionati e amanti del buon bere e del buon mangiare. La cucina, di tipo territoriale, include anche interessanti rivisitazioni di piatti storici e sperimentazioni innovative. I menù cambiano stagionalmente, con la reperibilità delle primizie e dei prodotti freschi.
Se invece preferite il verde della campagna, vi segnaliamo l’ Agriturismo “Il Biancospino”, in località Melano di Fabriano. La cucina offre ampia scelta nel menù, pizza inclusa, esaltando l’ottima qualità dei prodotti caserecci del territorio marchigiano con un tocco di sapiente creatività; i piatti sono abbinati ad una sapiente scelta di vini nostrani.

A questo punto è arrivato il momento di rientrare a Sassoferrato in hotel, dormire nelle confortevoli camere del bed and breakfast e ripartire, la mattina seguente, alla scoperta del 3° itinerarioin viaggio per le Marche, suggerito dall’ hotel.

 

“In viaggio verso la costa Adriatica alla scoperta dei gioielli della Riviera del Conero: Numana e Sirolo”

Uscire da Sassoferrato in direzione Genga / Grotte di Frasassi e attraversare la natura incontaminata del Parco Regionale della Gola Rossa. Proseguire per Serra San Quirico come da indicazione nell’itinerario 1 del viaggio nelle Marche, prendeno però l’uscita autostradale del casello di Osimo – Ancona sud. Seguire le indicazioni per Sirolo e Numana.
Partendo dal nostro residence a Sassoferrato, in poco più di un’ora potete raggiungere il mare azzurro della Riviera del Conero.

RIVIERA DEL CONERO
Per chi ama il mare e trascorrere piacevoli momenti di relax in spiaggia oppure immersi nel verde della natura, meta imperdibile delle Marche è sicuramente la splendida Riviera del Conero.
Un litorale unico, un continuo alternarsi di spiagge dalla sabbia bianchissima e ripide pareti rocciose che precipitano in un mare azzurrissimo, pulito e balneabile.
Tipiche località balneari della Riviera sono Numana, sulla parte meridionale del Conero e Sirolo, alta sul mare.
Scavalcando invece il Monte Conero, in direzione di Ancona troviamo Portonovo, bellissima località turistica con spiaggia di ghiaia e sassi immersa nel verde e completamente attrezzata con stabilimenti balneari e numerosi ristoranti di pesce con terrazza e vista sul mare.

SIROLO
Sirolo è uno splendido paesino medievale collocato sulle immediate pendici del Monte Conero, fra il verde del monte e il blu del mare. Deniminato balcone dell’Adriatico, vanitosa delle sue spiaggie, delle sue baie, dei suoi scogli ed insenature, Sirolo è immersa nel Parco del Conero quasi ne fosse il cuore. La piazzetta, fulcro mondano ed elegante, è il punto di ritrovo per l’aperitivo serale in un panoramico salotto sul mare. 

Da non perdere a Sirolo:
Simbolo di Sirolo è senza dubbio la spiaggia delle Due Sorelle, eletta una delle dieci spiagge più belle, suggestive e incontaminate d’Italia, così denominata per la presenza dei due scogli gemelli che emergono dal mare.Di colore bianchissimo, è composta da ghiaia sassi e scogli.
Ci si arriva solo via mare e con corse giornaliere dei traghetti dal porto di Numana. (20 euro) Anche un difficoltoso e impegnativo sentiero del monte conduce alla spiaggia.
Per assaporare la buona cucina marinara delle Marche vi consigliamo di fare una tappa in uno di questi due ristoranti di Sirolo.
Dove mangiare a Sirolo:
Situato all’interno del Parco Regionale del Conero e immerso nel verde della macchia mediterranea, il Ristorante da Silvio non è solo un luogo dove poter mangiare del buon pesce, ma è anche un posto dove poter ammirare un panorama unico nel suo genere. La cucina è ben curata, il pesce è sempre fresco di giornata, due barche che ogni mattina salpano dal porto di Ancona riforniscono il Ristornate quotidianamente.
Al centro di Sirolo invece trovate il Ristorante della Rosa che unisce la gestione famigliare e la tradizione alla cucina genuina basata sulla qualità delle materie prime come il fritto in olio extra vergine d’oliva e la freschezza del pesce nostramo nonché la pizza cotta in forno a legna condita con un ottima mozzarella di bufala campana.
Il tutto accompagnato ad un’ampia lista dei vini marchigiani, regionali ed anche esteri.

NUMANA
Il Comune di Numana è diviso in due parti: Numana bassa, ossia la zona costiera con porto e stabilimenti balneari, ricca di divertimenti e luogo di svago; dal porto partono le barche che consentono il raggiungimento delle spiagge più incantevoli del Conero. Numana alta invece custodisce il centro storico del Paese, circondata da Chiese, negozi e municipio, con abitazioni in calcare bianche.
Numana si classifica tra le più belle stazioni balneari marchigiane, pertanto la sua economia si basa principalmente sul turismo balneare; il suo boom turistico risale agli anni ’70 quando furono edificati alberghi e nacquero campeggi per accogliere nel periodo estivo molteplici turisti. 

Da vedere a Numana:
“La Costarella”: na strada scalinata un tempo abitata dai pescatori, addobbata con piante fiorite per la maggior parte dell’anno.

Terminata la visita di Sirolo e di Numana, nel periodo estivo è d’obbligo un tuffo nel mare azzurro della Riviera del Conero. Dopodiché, prima di dirigervi verso il residence, vi suggeriamo di fare una sosta in qualche cantina della zona per degustare un altro pregiato vino delle Marche: il Rosso Conero.
Da visitare nella Riviera del Conero:
Azienda Agricola Conte Leopardi Dittajuti, 45 ettari a vigneto di proprietà dell’azienda, situati ai piedi del Monte Conero e ad un passo dal Mar Adriatico.
Silvano Strologo, 11 ettari di proprietà, esposti a sud adiacenti al Monte Conero ad un’altitudine di 250 m slm e 4 ettari in affitto (sulle pendici del Monte Conero).
Per il ritorno ripercorrete la strada dell’andata. Vi aspettiamo in hotel per consigliarvi un altro dei nostri itinerari e farvi trascorrere una lieta nottata nelle nostre camere.

 
 

“Gualdo Tadino città della ceramica dipinta a mano, Nocera Umbra città delle acque curative”

Nocera Umbra (PG)
 
 
Gualdo Tadino (PG)

 

Attraversando l’Appennino, con ancora tracce di antichi eremiti

Uscire da Sassoferrato in direzione Fabriano, dopo aver scollinato prendere a destra in direzione Roma. 
Dopo il paese di Campodiegoli, seguire per Cancelli e le indicazioni per Campodonico, attraversando nell’ordine Cacciano, Serradica, Belvedere (è un bel vedere!).

Da vedere a Campodonico l’ Abbazia di San Biagio in Caprile.
Dopo Campodonico, si arriva a Molinaccio Umbro, una sorta di piccola enclave umbra in terra marchigiana e proseguendo si perviene a Bivio Ercole, sulla statale Settempedana. Proseguendo a destra si arriva al valico del Cornello (confine fra Marche e Umbria) dal quale, scendendo dolcemente, si raggiunge Nocera Umbra
Dopo aver visitato Nocera, proseguire sulla statale Flaminia fino a Gualdo Tadino, città della ceramica umbra dipinta a mano (diversi Artigiani sono disponibili per mostrarVi un’Arte secolare tramandata da generazioni).

Da Gualdo si può salire in montagna verso Valsorda.
Proseguendo sulla Flaminia, si raggiunge Osteria del Gatto e le scelte per tornare al residence sono molteplici. 

 
 
 
 
 
 

“Dal profumo del tartufo bianco pregiato al profumo dell’arte “

 
 
 
 
 

Urbino (PU)

 
 
Frontone (PU)
 

Direzione Frontone (il Castello merita una visita, se ci arrivate all’ora di pranzo Vi consigliamo di non perderVi un menù tipico locale al ristorante “La Rocca del Castello”).
Proseguire in direzione Cagli e poi verso Acqualagna (patria del tartufo marchigiano!!!, qui trovate ampia scelta di ristoranti tipici)

Superata Acqualagna , proseguire in direzione Urbino

La città di Raffaello merita una visita e una sosta specifica.

Da Urbino proseguire in direzione Montecalvo in Foglia, raggiungendo poi Mercatale e percorrendo a ritroso fino a Pietrarubbia. Da qui, salire fino a Montecopiolo e raggiungere San Leo, la Rocca di Cagliostro.

Proseguire poi per San Marino, entrando nella Antica Repubblica attraverso Pietramaura e il valico doganale di Acquaviva. Dopo aver raggiunto il Monte Titano, si può scendere a Rimini e, attraverso la A 14, ritornare al b&b uscendo al casello di Marotta – Mondolfo e la ss Cesanense.

 
 
  

“Da Camerino ai Monti Sibillini, dall’Altopiano di Colfiorito ad Ascoli Piceno”

 
 
 
Monti Sibillini (AP)
 
Camerino (MC)
 
 

Uscire da Sassoferrato in direzione Genga, proseguire attraverso la Gola di Frasassi e San Vittore fino a Camponocecchio, proseguire per Cerreto d’Esi, Matelica, fino a Castelraimondo. Dopo Castelraimondo, comincia l’ascesa verso Camerino, città che merita una visita specifica. 

Da Camerino, scendere verso Muccia imboccando la SS 77 e, al bivio di La Maddalena, girare a destra in direzione Visso (patria del salame più morbido del mondo, il ciauscolo), sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Da Visso sono possibili due valide alternative di percorso, eventualmente da fare l’una all’andata, l’altra al ritorno: 
1 – Proseguire lungo la SS 209, girare verso Preci / Norcia e raggiungere la città di San Benedetto ( pausa gastronomica d’obbligo, avete presente la parola “norcino”?) 
Successivamente salire verso Castelluccio di Norcia, ammirando i meravigliosi altipiani (Piano Grande e Pian Perduto) ai due lati del paesino, dedicati alla coltivazione della celebre ” lenticchia di Castelluccio” 
2- Raggiungere Castelluccio attraverso Castelsantangelo sul Nera 

Da Castelluccio, ai piedi del Monte Vettore, cima più alta dei Sibillini, ammirando il brullo versante Sud del Monte, si raggiunge Forca di Presta, passo dal quale si possono ammirare i due versanti del Vettore, settentrionale e meridional, così diversi fra di loro: roccioso e a strapiombo il primo, brullo ed erboso il secondo. 

Forca di Presta è l’ideale per un’escursione a piedi al Lago di Pilato, posto sul Monte Vettore, uno dei pochi esempi di lago glaciale appenninico.
Proseguendo oltre Forca di Presta si raggiunge Arquata del Tronto, borgo da visitare, e continuando sulla SS3 Salaria (da qui passava il sale proveniente da San Benedetto del Tronto destinato a Roma) si raggiunge Ascoli Picenoche – seppure meno nota di Urbino – costituisce la vera perla architettonica marchigiana.

Per il ritorno vi consigliano l’autostrada Adriatica con uscita ad Ancona Nord e quindi la super strada in direzione Sassoferrato.

 
 

 “La vicina Umbria, da Gubbio ad Assisi, da Spello a Foligno”

 

Una giornata potrebbe non bastare per visitare le tante bellezze della vicina Umbria , seguendo le tracce del più grande Santo della cristianità, Francesco da Assisi. Si esce da Sassoferrato in direzione Scheggia percorrendo una strada panoramica particolarmente consigliata nelle belle giornate , arrivati a Scheggia si sale verso Gubbio raggiungendo la Madonna della Cima (Bottaccione).Circa a metà della discesa, si può deviare per raggiungere la Chiesa di Sant’Ubaldo, arrivo della celebre ” Corsa dei Ceri” (le statue dei Santi Ubaldo, Giorgio e Antonio vengono condotte su baldacchini verticali, DI CORSA E IN SALITA dagli Eugubini, il 15 Maggio di ogni anno) che merita senz’altro una visita.Gubbio , città famosa per il Lupo di San Francesco e per la “ Fontana dei Matti” , dove facendo 3 giri si ottiene la speciale “Patente” (ma non vi fate vedere dagli Eugubini…) e per il Don Matteo della omonima serie televisiva. 

Da Gubbio si prosegue per  Assisi, città di San Francesco e di Santa Chiara, da visitare per la grande storia e per le bellezze architettoniche.Partendo da Assisi, proseguendo in direzione Spello Vi consigliamo una visita alla splendida chiesa di Santa Maria degli Angeli.Spello e quindi Foligno meritano una visita approfondita.Da Foligno, si può tornare al Raffaello Residence percorrendo la SS 5 Flaminia in direzione Nocera Umbra e quindi Gualdo Tadino.

 

LE GROTTE DI FRASaSSi

Le grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona. Il complesso delle grotte ricade all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

Il complesso è formato da una serie di grotte di cui la prima, visitabile dall’attuale ingresso, è l’Abisso Ancona, una enorme cavità che ha un’estensione di 180 x 120 m ed un’altezza di 200 m; è talmente ampia (oltre 2 milioni di m3 di volume) che al suo interno potrebbe essere contenuto senza problemi il Duomo di Milano.

Dal 1972 è sotto la tutela del Consorzio Frasassi, costituito dal comune di Genga e dalla provincia di Ancona, con l’obiettivo di salvaguardarne e valorizzarne la fruibilità scientifica e turistica.

Dal 1º settembre 1974 parte delle grotte è aperta al pubblico, divenendo nel tempo una delle maggiori attrazioni turistiche delle Marche; si è stimato che da allora oltre 12 milioni di persone le abbiano visitate.

Sassoferrato

uno dei Borghi medioevali più belli d'italia

La città come la conosciamo oggi, con il Castello ed il Borgo, in epoca romana non esisteva. In una pianura al suo ingresso sorgeva Sentinum, visibile all’interno del Parco Archeologico che racchiude tutte le rovine della città romana.

La città è conosciuta per la “Battaglia del Sentino” combattuta nel 295 a.C. nell’agrum Sentinas tra gli eserciti Romani contro quelli di Galli Senoni e Sanniti. I primi ottennero la vittoria e ciò permise loro di entrare nella sfera politica e culturale dell’Italia centro-orientale.

La maggior parte dei reperti rinvenuti durante le diverse campagne di scavo sono conservati all’interno del Museo Civico Archeologico, nel centro storico della città.

L’Abbazia di Santa Croce sorge leggermente fuori città, a circa 1,5 km dal centro, ed è una delle più importanti testimonianze di architettura romanica delle Marche.

Sull’altare maggiore una pala, del 1524, raffigurante San Benedetto tra quattro Santi e sei monaci in preghiera, opera di Pietro Paolo Agabiti.

Il MAM’S – GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA è stato inaugurato nell’aprile del 2014 e raccoglie più di seicento delle circa quattromila opere di proprietà del Comune acquisite nel corso delle varie edizioni della Rassegna Internazionale d’Arte/Premio “G.B. Salvi” nata nel 1951

Nel centro storico di Sassoferrato si trova Palazzo Oliva, chiamato così in onore del Cardinale Alessandro Oliva (1407-1463). Al suo interno troviamo la Civica Raccolta d’Arte, inaugurata nel 2009. Tra le varie opere spiccano quelle di Pietro Paolo Agabitie e due dipinti di Giovan Battista Salvi: Immacolata Concezione e Gesù Cristo Crocifisso con la Madonna e San Giovanni Evangelista.

Il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari è situato all’interno di Palazzo Montanari,

raccoglie e conserva le testimonianze di un tempo e di una civiltà, al fine di favorire la ricerca storica della cultura agricola e artigianale della gente e del territorio sassoferratese.


MUSEO DELLA MINIERA DI ZOLFO

Nel 1992 venne inaugurato il Museo Comunale della Miniera di Zolfo, proprio nel cuore del villaggio operaio di Cabernardi, con l’intento di tenere vivo il ricordo del periodo di attività della miniera.

Il percorso espositivo ricostruisce la storia di quello che per anni è stato il sito minerario solfifero più importante d’Europa

PARCO ARCHEOMINERARIO

Il 2015, invece, è stato inaugurato il Parco Archeominerario, una struttura museale a cielo aperto che permette di attraversare i luoghi e gli impianti di estrazione dello zolfo.

territorio

Fabriano (14Km)

Da vedere a Fabriano: Museo della Carta e della Filigrana Il nome di Fabriano è noto in tutte le Marche e in Italia oltre che per l’arte cartaria anche per il suo straordinario salume: il salame di Fabriano. Tipico salame coi lardelli marchigiano, da sempre sulle tavole dei buongustai oggi in fase di rilancio grazie al Consorzio di Produzione e Tutela da poco costituito, entrato a far parte anche dei Presidi Sloow Food.

Urbino (45Km)

Patria del pittore Raffaello Sanzio, Urbino è riconosciuta a livello mondiale come una delle principali capitali del Rinascimento italiano, città patrimonio UNESCO.

Loreto (95Km)

Capitale del culto Mariano, la città di Loreto è famosa perché all’interno della sua Basilica conserva il Santuario della Santa Casa, meta ogni anno di milioni di pellegrinaggi provenienti da tutto il mondo.

Recanati (80Km)

Antico Borgo collocato sulle verdi colline marchigiane, Recanati è celebre per essere il paese natale del grande poeta Giacomo Leopardi, di cui si può visitare il Palazzo (ancor oggi abitato dai suoi discendenti), ubicato in Piazza “Sabato del Villaggio”.

Gubbio (30Km)

Adagiata alle falde del Monte Ingino, Gubbio è tra le più antiche città dell’ Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di importanti monumenti e palazzi. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città meritano senza dubbio note particolari la Corsa dei Ceri e la rievocazione storica del Palio della Balestra 2011. Rinomata per la ceramica e il ferro battuto, la città ospita nell’arco dell’anno una serie di manifestazioni culturali e folkloristiche.

Assisi (45Km)

La città di Assisi si allunga sulle pendici del Monte Subasio, nel cuore dell’ Umbria. Benché possa vantare un’origine di epoca romana, l’attuale aspetto di Assisi, tanto degli edifici quanto del tessuto urbano, è stato certamente determinato dallo sviluppo medioevale. Ad Assisi, oltre agli edifici di culto di così grande importanza da non poter essere considerati suo patrimonio esclusivo, come San Francesco, il turista potrà visitare anche le chiese di Santa Chiara e di San Pietro.

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